

Via Paolo Fabbri ( limitrofi)
Questa foto a lato è appesa ai muri giallastri della mitica trattoria Vito, da via Paolo Fabbri seconda traversa dopo la ferrovia. Non è leggenda, capita ancora di trovarci il Nostro, generalmente a tarda ora, con tavolate assortite in cui ultimamente la fa da padrona la bella figliola e combriccola.
Non è più il tempo delle Dame, quando la musica e le parole filtravano come fumo tra i bicchieri di rosso, e venivano composte arie sature e dense di bolognesitudine; ora discende dall'esilio Pavanese solo per qualche scappata, ma vi assicuro che il friggione di Vito mangiato al suo fianco non torna sù.
Poi, a me è capitato di incontrarlo perchè è un posto che ho frequentato davvero tanto; forse perchè due portoni più avanti abita mia nonna, o forse per una certa predisposizione ai posti "ruzni", ossia ruschi e bruschi, ossia alla vecchia, dove il cibo è unto e l'igene dubbia. Ma c'è un unico proprietario da sempre, quello del Tarocchino, e la stessa coppia di camerieri, lo svanito ed il matto, e probabilmente la medesima filiera di cuciniere addette ai fornelli (non posso credere sia la stessa nonna che sforna patate arrosto da trent'anni -starebbe in piedi per puro effetto di condensa): e ci si sente come nel tinello di casa, gli stessi sapori, ed ancora volti che sorridono -e non è facile, nella Cirenaica odierna.
Di curiosità su questa canzone ne ho scovata una qua , Poi altre in giro, così tante che sulla canzone in sè ci vorrà un altro post!
Nota importante: questo vorrebbe diventare uno spazio dove chiunque può scrivere le sue impressioni pensieri dubbi manie attorno a Francesco Guccini. Sto spedendo inviti a chi so interessato, se volete lasciare un post ditemelo che vi invito -dopodichè, è come se fosse casa vostra.
