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L'isola non trovata

L'isola non trovata
lunedì, 06 agosto 2007

Culodritto

Regaz, questa è un'emozione speciale, di quelle che le persone normali si tengono privatissime ed in effetti mi domando perchè scriverne -ma c'è sempre un motivo per gli impulsi, e seguirli mi ha sempre portato bene. Per cui. 

Per cui sono qua a parlarvi di una canzone del "nostro" unica per lucidità e impatto; la scrisse per sua figlia, nel 1987, quando lei aveva pochi anni e tutto ancora da sbagliare. Io compivo i tredici anni, una indisponente saputella troppo bionda, troppo amata, troppo sicura delle proprie radici per temere il futuro.
Usciva l'album Signora Bovary, uno dei più densi ed intensi degli ultimi anni, da ascoltare e capire parola dopo parola --cos'è una gnosi? e chi sono i weather report? Un mondo, un intero mondo in musica e parole, da odorare ed assorbire lentamente, in lunghe immersioni fatte di autoradio sull'appennino, io e mio padre, in un ascolto che è comunione. Ne ho ricordi precisi, limpidissimi, di luce tra le querce e nuove consapevolezze -erano canzoni "grandi", per una ragazzina tanto stupida. Era formidabile lanciarsi nell'impresa di capirle, di farle mie, contagiata dalla magia che intuitivamente percepivo.

Naturalmente, noi si cambia e si cresce e nella canzone si leggono le parole da un diverso punto di vista, se ne scopre impensate ampiezze, assonanze più malinconiche -e muta l'emozione di un tempo, si rinnova, si ispessisce. Tranne che per quest'unica, Culodritto: che ogni volta mi ripiomba, immutata, con la stessa forza potente del primissimo ascolto -assieme agli occhi verdissimi, che ridono, di mio padre.

Ha inchiodato l'attimo, la potenzialità ancora tutta da esprimere, il passaggio di testimone; e ritrovo a sorpresa la stessa dolce stretta al cuore, quando la radio me la spara a tradimento proprio mentre sto guardando il mio culodritto sgambettare deciso, in caccia di sbagli. Godendomi la fiducia totale che credevo perduta per sempre, e che è ancora qua -solo che dall'altra parte della mano ci sono io, adesso.

postato da: radiobeba alle ore 19:41 | link | commenti (3)
categorie: canzoni, generazioni, tempi
domenica, 20 agosto 2006

Chiusura Estiva:
F. Guccini in concerto a Palermo.
Dice: l'estate e' il tempo dell'ozio: non si scrivono canzoni in estate....o qualcosa del genere.
Da cio' si suppone che il teso riportato in seguito e' stato composto a Natale.
Quest'uomo e' un genio.
Ora, se con scrive lui che e' il vate....che cavolo ci faccio io, al computer?
Buone Vacanze.


Giorno D'Estate-due anni dopo-1970


Giorno d'estate, giorno fatto di sole,
vuote di gente son le strade in città,
appese in aria e contro i muri parole,
ma chi le ha dette e per che cosa chissà.

I manifesti sono visi di carta che non dicono nulla e che nessuno più guarda,
colori accesi dentro ai vicoli scuri,
sembrano un urlo quelle carte sui muri,
sembrano un urlo quelle carte sui muri...

Giorno d'estate, giorno fatto di vuoto,
giorno di luce che non si spegnerà;
sembra d' andare in un paese remoto,
chissà se in fondo c'è la felicità.

Un gatto pigro che si stira sul muro, sola cosa che vive, brilla al sole d'estate;
si alza nell'aria come un suono d'incenso,
l'odore di tiglio delle strade alberate,
l'odore di tiglio delle strade alberate...

Giorno d'estate, giorno fatto di niente,
grappoli d'ozio danzan piano con me,
il sole è un sogno d'oro, ma evanescente,
guardi un istante e non sai quasi se c'è.

Dentro ai canali l'erba grassa si specchia, cerchi d'ombra e di fumo sono voci lontane;
nell'acqua il sole con un quieto barbaglio
brucia uno stanco gracidare di rane,
brucia uno stanco gracidare di rane...

Giorno d'estate senza un solo pensiero,
giorno in cui credi di non essere vivo,
gioco visivo che non credi sia vero
che può svanire svelto come un sorriso.

Vola veloce ed iridato un uccello come un raggio di luce da un cristallo distorto:
vola un moscone e scopre dietro a un cancello
la religiosa sonnolenza d' un orto,
la religiosa sonnolenza d' un orto...

postato da: Falloppio alle ore 13:06 | link | commenti (6)
categorie: tempi